Quali sono le norme e i criteri nella costruzione di una casa antisismica?

Costruire una casa con norme antisismiche è il metodo migliore per vivere in un luogo sicuro, soprattutto in quei luoghi dove il rischio di terremoti è molto alto. È ormai risaputo che l’Italia è purtroppo ricca di zone ad alto rischio, il metodo più intelligente per prevenire danni catastrofici è quello di realizzare case seguendo metodologie antisismiche a norma di legge.

Il territorio italiano è stato suddiviso in 4 zone ben distinte, a seconda dei rischi sismici presenti. La zona 1 è la più pericolosa, quella dove la possibilità che si verifichi un evento di questo tipo è molto alta. La zona 2 è sempre molto a rischio, la zona 3 presenta la possibilità che un evento sismico possa presentarsi anche se con poca probabilità. Infine esiste la zona 4 dove è molto raro che un sisma possa accadere. In base a questa suddivisione anche le leggi e le norme per la costruzione di case sicure variano. Quando si è verificata la zona di appartenenza si possono iniziare i lavori e la progettazione in maniera adeguata. Uno degli aspetti più importanti in questo tipo di costruzioni è senza dubbio il materiale utilizzato che in prevalenza è il cemento armato. Deve possedere al suo interno un’armatura costituita da barre in acciaio inossidabile oppure in acciaio al carbonio. Queste barre devono avere un diametro di almeno 5 millimetri. Pilastri e travi devono anch’essi essere sostenuti da barre in acciaio e tutte le saldature devono essere effettuate con chiodi e bulloni a norma CE. Lo spessore dei muri portanti deve andare da un minimo di 15 centimetri fino ad un massimo di 50 centimetri.

Un altro fattore fondamentale è l’altezza della casa, più la zona è a rischio elevato più l’altezza dovrà essere contenuta. Per fare un esempio pratico nella zona 1, quella più pericolosa, i piani non dovrebbero mai essere più di due. La realizzazione dei tetti è soggetta a regole ben precise, per riuscire a sopportare le scosse sismiche non devono essere spingenti, ma dotati di una speciale struttura per sostenere coperture spioventi. Quando l’edificio è completato in ogni sua parte si passa alla verifica della sua resistenza tramite speciali test. Questi esami mettono alla prova la costruzione, che deve rimanere inalterata anche se soggetta a vibrazioni, tensioni e torsioni molto forti. Uno dei materiali più utilizzati per la costruzione di case antisismiche è anche il legno. Una scelta che si rivela eco-sostenibile, ma che soprattutto garantisce una perfetta tenuta degli edifici durante i terremoti. Anche in questo caso le norme per una corretta costruzione devono sottostare alle direttive in atto disposte dalla Comunità Europea. Una delle caratteristiche più importanti che deve possedere una casa antisismica è quella di evitare ogni tipologia di crollo durante l’evento ed evitare dissesti molto gravi. La qualità dei materiali utilizzati è quindi di fondamentale importanza. Logicamente costruzioni di questo tipo hanno a volte un costo più elevato rispetto alle classiche case, ma osservando purtroppo gli ultimi eventi recenti, la sicurezza non ha prezzo, soprattutto se si vive in una zona ad alto rischio eventi sismici.

Prestiti INPS, per pensionati e non solo

Ogni volta che si affacciano le notizie su una nuova crisi, da tutti i report e le ricerche di mercato viene messo in evidenza che, al di là di tutte le difficoltà, gli italiani sono dei risparmiatori modello. Mediamente quindi le famiglie dei nostri compaesani riescono sempre a mettere da parte una piccola somma di denaro per affrontare eventi che richiedono una spesa che va oltre le proprie possibilità finanziarie del momento. Capita però anche ai più grandi esperti di risparmio e di organizzazione domestica un periodo in cui ci si ritrova ad aver bisogno di liquidità. Basta semplicemente la necessità di dover affrontare due spese non preventivate nello stesso periodo e che si rivelano impossibili da procrastinare nel tempo. Proprio dopo aver pagato una bolletta con il conguaglio annuale, più la scadenza del condominio e la rata del mutuo, e pensavate di aver saldato tutto prosciugando il conto, si sono presentati altri problemi.

Prestiti per Pensionati

La tubatura del vostro impianto farà marcire il vostro pavimento e il soffitto dell’inquilino di sotto se non chiamate subito qualcuno per ripararla e la macchina ha bisogno di essere aggiustata perché vi ha lasciato sulla tangenziale e non c’è nessun mezzo pubblico per raggiungere il vostro posto di lavoro. L’unica scelta possibile è rivolgersi ai diversi istituti di credito per valutare la possibilità di un prestito. Per arginare questo periodo di scarsa liquidità chiederete una piccola somma che restituirete nei mesi successivi. Un prestito personale, a differenza di un mutuo o delle rate per acquistare una nuova auto, è considerato un prestito non finalizzato. Questo vuol dire che l’importo concesso dalla banca non deve essere associato ad un determinato tipo di bene o servizio e può essere usato gestendo autonomamente le proprie spese. Se siete pensionati Inps anche con pensione minima avete la possibilità di richiedere dei prestiti a tassi agevolati con una trattenuta diretta della rata di restituzione dalla pensione mensile.

Prestito INPS

L’interessato può rivolgersi direttamente all’istituto di credito o all’intermediario finanziario per richiedere il finanziamento e una volta cominciato il rapporto tra i due attori l’Inps comincerà le trattenute mensili. Gli importi da restituire possono raggiungere un massimo del quinto dell’intera somma che il cliente riceve come pensione e la durata del prestito non può superare i dieci anni. Non tutte i tipi di pensioni permettono però di avere la possibilità di richiedere i prestiti Inps. Non è possibile accedere a questo tipo di finanziamento per le pensioni e gli assegni sociali, le invalidità civili, gli assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità, gli assegni di sostegno al reddito, le pensioni del personale bancario e gli assegni al nucleo familiare. L’importo che è possibile richiedere è calcolato in base alla pensione ricevuta, in quanto esiste il limite, come già accennato, del quinto dello stipendio e perché la cessione non può andare a intaccare l’importo della pensione minima. Visitando un ufficio dell’Istituto quindi verrete informati, in base a questi parametri, delle caratteristiche massime del prestito che potrete stipulare e decidere in quanto tempo restituire il finanziamento.

Enel lavora con noi: dove inviare cv

In tempi di crisi, sono sempre di più le persone alla ricerca di un impiego, sia che si tratti di un primo lavoro che di una ricollocazione. Purtroppo, non è affatto facile riuscire a trovare il lavoro dei propri sogni, anche se le occasioni non mancano affatto. A tale riguardo, è interessante tenere conto del fatto che, tra le aziende che sono alla ricerca di personale, vi è anche l’Enel, uno dei colossi che operano nel nostro territorio. Senza alcun dubbio, riuscire a lavorare in Enel sarebbe un vero e proprio successo. Ma come fare per inviare il proprio curriculum ad Enel? Continuate a leggere questo articolo per scoprirlo.

Enel: la sezione lavora con noi

Grazie all’avvento di internet, per riuscire a visualizzare tutte le posizioni aperte in Enel è sufficiente visitare il sito internet dell’azienda. La sezione “Lavora con noi”, infatti, viene costantemente aggiornata in modo tale da offrire a chi ne abbia il desiderio di rimanere sempre aggiornati in merito alle reali opportunità che l’azienda offre. Inviare il proprio curriculum è davvero semplicissimo: l’unica cosa da fare è scegliere la posizione desiderata e procedere con la candidatura, allegando, ovviamente, il proprio curriculum vitae. Al momento della ricerca, è necessario specificare se si è un candidato già registrato o se, invece, quello che si andrà a inoltrare è un nuovo curriculum. Dopo aver specificato questa informazione, non resta altro da fare che scorrere l’elenco delle posizioni aperte e valutare tutte le opportunità.

Come scrivere il proprio CV

Per prima cosa, è necessario tenere conto del fatto che le posizioni aperte in Enel non sono solo relative in maniera specifica ai tecnici del settore. Enel, infatti, ricerca in maniera costante moltissime figure come, ad esempio, venditori, comunicatori, creatori di contenuti per il web. Insomma, le alternative sono decisamente moltissimi e, per tale ragione, la cosa migliore da fare è valutare ogni singola opportunità. Una cosa molto importante di cui tenere conto riguarda il fatto che un buon curriculum comporta una scrittura dettagliata e particolareggiata. Attenzione, però, a non esagerare: curriculum pieni zeppi di informazioni alle volte potrebbero generare risultati diametralmente opposti rispetto a quelli sperati. Il modello di cui tenere conto è quello del curriculum vitae europeo in cui è possibile inserire ogni genere di informazione personale senza risultare eccessivamente ridomandanti. A questo punto, non resta altro da fare che visitare il portale Enel e cimentarsi nella ricerca.

Sindrome post-finasteride: esiste veramente?

La calvizie è un argomento sempre più discusso e dibattuto su web e social. Al centro dell’attenzione ci sarebbero, in particolare, gli effetti dei farmaci utilizzati nel trattamento della calvizie, la Finasteride in particolare. Ultimamente si sente molto discutere di quella che è stata definita “sindrome post-finasteride” ma cosa indica questo termine? Di quale sindrome si parla?

Cos’è la sindrome post-finasteride?

Con il termine di sindrome post-finasteride si fa riferimento ad una serie di disturbo legati all’assunzione di questo farmaco utilizzato per il trattamento della calvizie e che persisterebbero anche dopo la sospensione dello stesso. Di questa sindrome si sente parlare da tempi abbastanza recenti ed ha avuto una risonanza talmente ampia sia all’interno del mondo scientifico e accademico che politico.

L’utilizzo della Finasteride iniziò negli anni ’70 dello scorso secolo quando la sua capacità di agire sul DHT ne permise l’utilizzo nel trattamento di patologie benigne della prostata. La sua efficacia sul DHT, che altro non è che il metabolita attiva del testosterone, permise l’utilizzo di questo farmaco anche per curare l’alopecia androgenetica. In questa forma di calvizie, infatti, la caduta dei capelli è dovuta principalmente ad una eccessiva produzione di DHT causata da una azione più intensa dell’enzima 5 alfa reduttasi, principale responsabile della trasformazione del testosterone in diidrotestosterone. La Finasteride riesce a controllare l’azione dell’enzima e limitare questa trasformazione. Visto il suo effetto sui livelli ormonali, questo farmaco annovera tra i possibili effetti collaterali il calo della libido e disfunzioni erettili. Prima di creare irragionevoli allarmismi è bene sapere che si tratta di una possibilità e non di una sicura conseguenza. Tutti i farmaci utilizzati quotidianamente possono generare effetti collaterali che sono specificati per informare il paziente di un’eventualità. Inoltre, anche nel caso che tali disturbi si manifestassero, scomparirebbero con la sospensione del farmaco che li ha causati. La sindrome post-finasteride, invece, affermerebbe che tali conseguenze potrebbero essere permanenti e restare anche dopo la sospensione del farmaco. Questa affermazione non è confermata da nessun tipo di studio clinico o dato certo. Al contrario, il mondo scientifico ha più volte affermato che i pazienti che hanno lamentato la comparsa di effetti indesiderati sono una piccola parte rispetto al gran numero di persone che utilizzano regolarmente il prodotto in totale sicurezza e senza riscontrare nessun problema nella propria sfera sessuale.

Ogni paziente, però, ha il dovere di utilizzare questo farmaco con responsabilità, dovrà rispettarne le dosi e le modalità di somministrazione consigliate dal proprio specialista.